Cure e rimedi, cosa mangiare cosa evitare. Un malattia degenerativa da affrontare consapevolmente
Artrosi non solo come verdetto di una malattia degenerativa, ma come spettro da allontanare con uno stile di vita attento e nuovi trattamenti medici. L’artrosi è infatti di una artropatia che colpisce progressivamente le articolazioni –la colonna vertebrale, gli arti superiori e inferiori, e le anche– provocando il logorio della cartilagine articolare, dolore e limitazione dei movimenti. Ne sono colpiti 4 milioni di italiani, con il picco dopo i 70 anni.
Buone pratiche e prevenzione: alimentazione e movimento
I fattori di rischio sono gli stessi dell’osteoporosi ed è quindi possibile attivare già in età giovanile e matura delle buone pratiche, in cui perseverare per tutta la vita o da iniziare all’insorgenza dei primi sintomi. Allontanare un’operazione di protesi –la più diffusa è quella all’anca– è infatti possibile, se non si è ad uno stadio avanzato.
I nemici sono il sovrappeso è la cattiva postura, quindi diamoci buone pratiche:
- Attività motoria e fitness.
Attenzione anche a malattia conclamata sono possibili attività mirate, proprio per dare sollievo alla parte malata. - Non esiste una dieta in grado di curare l’artrosi, ma non bisogna far mancare all’organismo sostanze fondamentali come:
– Vitamine antiossidanti, vitamina C ed E
-Minerali come selenio e zinco (presenti in fegato, latte e derivati, pesce)
–Omega 3 e 6 (antinfiammatorio naturale presente in sarde, sgombri, aringhe ed alacce, soia, semi di lino di kiwi e d’uva)
- Antinfiammatori naturali
- Acido ialuronico
Cosa propone oggi la medicina
La medicina permette oggi di trattare l’osteoporosi in vari modi: alleviando il dolore acuto con farmaci antinfiammatori, trattando l’articolazione con cure a base di calore (a seconda dell’indicazione del medico) o con infiltrazioni ad hoc.
- Trattamenti che utilizzano il calore: ultrasuoni e fanghi
- Assunzione di integratori per la cartilagine
- Chirurgia o trapianto di cartilagine
- Fisioterapia e riabilitazione
L’operazione, con la sostituzione dell’articolazione compromessa, è di fatto l’ultima opzione ed è poi sostenuta da percorsi di riabilitazione e terapia ormai molto efficaci risolutivi.