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Il mal di schiena persistente, localizzato a livello lombare, è un disturbo che affligge numerosissime persone. E’ causa di disagi e si assunzioni smodate di farmaci antidolorifici. Spesso la causa è di tipo muscolare, ed il problema legato ad una ipotonicità della regione addominale.
Esercizi sbagliati, sovrappeso, ore ed ore trascorse seduti (che sia al volante o ad una scrivania non fa differenza) non fanno che aggravare la curva lordotica lombare cagionando fastidiosi indolenzimenti nella regione lombare.
L’iperlordosi lombare è spesso causata da un accorciamento dell’ileopsoas e dei flessori dell’anca.
L’ileopsoas è rappresentato dal muscolo iliaco e dal muscolo grande psoas. Tali muscoli si fondono nella zona di inserzione, a livello del piccolo trocantere del femore. L’ileo ha inserzioni prossimali nella fossa iliaca e sulle ali dell’osso sacro. Il grande psoas origina da vertebre e dischi intervertebrali, a partire dalla 12a vertebra toracica sino alla 5a lombare.
Se tali muscoli risultano accorciati, per le ragioni sopra evidenziate, portano il bacino in antiversione con conseguenti indolenzimenti a livello lombare.
Salvo le situazioni in cui le cause del mal di schiena siano da ricercare in altre cause, il miglior intervento è rappresentato da esercizi che portano in allungamento l’ileopsoas e i flessori dell’anca. Questo lavoro deve essere coadiuvato da una idonea stimolazione volta ad irrobustire la muscolatura addominale e della regione glutea.
Anche i glutei rivestono un ruolo importante nella corretta posizione del bacino e della schiena. Un adeguato numero di “
sit up
”, di “crunch”, e qualche serie alla “gluteus machine”, determineranno grandi risultati.
Il mal di schiena tenderà a diminuire sino a scomparire, e la tonicità muscolare del nostro corpo non potrà che risultare migliorata. Peraltro in due aree corporee di particolare interesse estetico.
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L’elemento fondamentale, diviene semplicemente la corretta esecuzione degli esercizi. Un lavoro svolto in maniera errata è infatti controproducente, ed è molto facile rischiare di sollecitare ulteriormente proprio i muscoli che vorremmo fossero allungati.
Come regola empirica, se durante l’esecuzione degli esercizi per gli addominali, avvertiamo una sensazione di lavoro troppo localizzata a livello pubico o, in ogni caso, quasi esclusivamente dall’ombelico in giù, molto probabilmente l’esercizio è errato.
Purtroppo attorno agli esercizi per gli addominali ruotano ancora molti luoghi comuni, che non fanno altro che aggravare la situazione, spingendo una grande percentuale di individui a ritenere che sia possibile sollecitare in modo particolare la parte bassa del retto dell’addome, o che una tale sollecitazione possa aiutare a smaltire e rimuovere gli accumuli adiposi localizzati.
Chiariamo subito che entrambe queste credenze sono prive di fondamento. L’accumulo adiposo non può essere diminuito in maniera localizzata sollecitando i muscoli sottostanti. Ed ancor peggio, come accennato, ritenere di poter allenare solo il tratto inferiore del retto addominale, oltre che essere un’affermazione anatomicamente insostenibile, molto spesso porta ad esecuzioni errate che aggravano la postura e quindi il mal di schiena.
Per concludere, una volta appurata l’origine muscolare del mal di schiena o, ancora meglio, iniziare a prevenire questo disturbo, ha il migliore alleato nell’esecuzione di pochi semplici esercizi, che miglioreranno l’aspetto funzionale e l’aspetto estetico del nostro corpo.
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